Mostra su Gandhi alla SAMB

Pubblicato: Martedì, 19 Gennaio 2016

Visto l’interesse suscitato e la disponibilità della direzione della SAMB, il Centro per la nonviolenza della Svizzera italiana (CNSI) ripropone dal 18 gennaio al 5 febbraio 2016 la mostra su Gandhi e l’economia gandhiana allestita a Palazzo Civico di Bellinzona dal 2 al 17 ottobre 2015. La stessa è visionabile dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00 nell’atrio d’entrata della Scuola d’Arti e Mestieri in Viale Franscini 25 a Bellinzona.

La mostra comprende una prima parte storico-biografica sul Mahatma ed una seconda sui principi delle sue teorie economiche: dallo Swadeshi (contare sulle proprie forze e risorse) all’importanza del lavoro manuale, dall’Aparigraha (non-possesso) all’eguaglianza, dal Non sfruttamento all’Amministrazione fiduciaria e al Satyagraha (la lotta nonviolenta).

Nel pannello introduttivo alla seconda parte Giuliano Pontara riassume così le tesi gandhiane per una società nonviolenta:
“È un tipo di società caratterizzata da strutture che escludono (o comunque rendono molto difficile) lo sfruttamento, ossia rapporti di scambio sistematicamente favorevoli ad un certo gruppo e sistematicamente sfavorevoli a un altro.
I grandi mezzi di produzione sono sotto il controllo democratico della società e l’industria è prima di tutto volta a produrre beni necessari al soddisfacimento dei bisogni fondamentali dell’individuo e per il resto a favorire il suo sviluppo di persona autonoma: una società in cui l’uomo controlla la tecnica e non la tecnica controlla l’uomo.
È altresì una società antiburocratica, anticonsumistica e a basso consumo di energia; ed è una società in cui lo sfruttamento delle risorse è altamente pianificato, nella consapevolezza che esse non sono infinite e che alle generazioni future non si può lasciare in eredità un deserto né scelte irreversibili.
Si tratta, infine, di un tipo di società che, in parte proprio in virtù dei modi in cui è strutturata, favorisce al massimo la risoluzione dei conflitti interni, e la difesa nei confronti di eventuali aggressioni esterne, mediante l’adozione del metodo di lotta satyagraha …”.

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