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Pubblicato il no. 18 del trimestrale "Nonviolenza"

Created: Sunday, 05 April 2015 Last Updated: Saturday, 05 March 2016 Published: Sunday, 05 April 2015

È uscito negli scorsi giorni il No. 18 di Nonviolenza, il trimestrale d’informazione edito dal Centro per la nonviolenza della Svizzera italiana (CNSI).

Ampio spazio, con l’editoriale di Luca Buzzi, echi dalle serate e dibattito interno, viene dato al notevole ed inaspettato successo riscontrato dai primi appuntamenti della rassegna “L’economia nonviolenta e la decrescita felice”, in particolare dalla conferenza di Maurizio Pallante, organizzati dal CNSI e tuttora in corso..

In merito al servizio civile in Svizzera vengono presentati l’interessante ed arricchente esperienza presso la Tavola Svizzera per la raccolta e distribuzione degli alimenti in eccedenza ed il nuovo portale E-Zivi. Mentre passando all’estero si concentra questa volta l’attenzione sulla situazione ancora discriminata degli obiettori di coscienza in Grecia e Turchia e sulle attività dell’Ufficio Europeo dell’Obiezione di coscienza.

Di fianco alla consueta rubrica sulla poesie contro la guerra, dove viene commentata Approdo di Primo Levi, si trovano vari articoli che prendono lo spunto dai 50 anni del testo di don Lorenzo Milani L’obbedienza non è più una virtù e dall’attacco terroristico di Parigi sul quale si esprime un musulmano, mentre Enrico Peyretti suggerisce alcune piste sul “cosa possiamo fare di fronte a quest’aria che puzza di guerra”.

Nelle pagine tematiche gestite da diverse associazioni, Amnesty International auspica un Mondo senza tortura, le Donne per la Pace presentano l’attività delle Donne in Rete contro la violenza, mentre l’Associazione Svizzera-Palestina presenta un interessante articolo di Luisa Morgantini, nel quale afferma che “la partita tra Israele e Palestina è ancora aperta, ma tutti i governi devono far rispettare la legalità internazionale”.
Il GSse ricorda il vignettista Cabu, che nel 1979 e nel 1986 aveva pubblicato anche due album dal titolo Abbasso tutti gli eserciti, mentre Greenpeace Ticino presenta la grave situazione a 4 anni dal disastro di Fukushima, per il quale si stimano costi totali, la compensazione e il decommissioning dei sei reattori in 520/650 miliardi di dollari.

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