Esperienza di servizio civile in Val Piora

Pubblicato: Domenica, 24 Aprile 2011

Quest’estate ho avuto la possibilità di effettuare due mesi di servizio civile al Centro di Biologia Alpina di Piora. Questo centro si trova sotto il lago di Cadagno, a 1964 metri d’altitudine. Ci sono due possibilità per raggiungerlo: la prima è la macchina fino alla frazione di Cadagno e poi dieci minuti di passeggiata intorno al lago; la seconda, molto più affascinante ed ecologica, consiste nel prendere la funicolare a Piotta, fino al Ritom e percorrere il sentiero didattico intorno al lago. Per quanto mi concerne, io la prima parte l’ho fatta con la funicolare e la seconda con la bici, con te tasche piene di cibo per la settimana.
Lavorando al Centro di biologia alpina si vive seguendo il ritmo degli allevatori e dei casari della regione che producono il famoso formaggio delle Alpi “Piora”. Ci si alza la mattina con il suono dei campanacci delle mucche che escono dalla mungitura, la giornata del civilista inizia in quel momento.
Il Centro accoglie molte università di tutto il mondo (Ginevra, Zurigo, Giorgia [USA], Torino [I], Mainz [D], Odense [Denmark], etc.) in locali composti di cucina, dormitori e laboratori. Lo scopo del civilista è accogliere questi gruppi di ricerca, di provvedere al buon funzionamento dei locali (legna, giardinaggio, riciclaggio, riparazione, ecc.) e del materiale messo a disposizione dal Centro (microscopi, barche, ecc.).
Il quadro idilliaco in fatto di biodiversità, di montagna, di lago, influenza direttamente il lavoro di ogni giorno. Una mattina il botanico cantonale viene a bussare alla porta del centro e, dopo un caffè, ti propone di accompagnarlo per tutta la giornata su una cima per determinare le caratteristiche di diverse piante. Il giorno dopo bisogna accompagnare con la barca a remi una classe scolastica sul lago di Cadagno per un corso di microbiologia. C’è stata, poi, la “48 ore della biodiversità” (vedi riquadro), una chicca per discutere con i specialisti (geologi, antropologi, botanici, zoologi) che si sono concessi due giorni per continuare le ricerche nella valle di Piora.
Il servizio civile in montagna ha delle caratteristiche peculiari, che differiscono per diversi punti da un servizio civile in contesto urbano. Il primo aspetto è un certo “distacco” rispetto alla nostra vita quotidiana: questo si spiega semplicemente con il cambiamento di contesto  (paesaggio, clima, ecc.), le differenti persone che frequentiamo e la restrizione di certi mezzi di comunicazione. Un altro aspetto, che si stacca da quello precedente, è costituito dai mezzi per realizzare il lavoro, il piano “arrangiati” è spesso in uso per poter portare a termine anche i progetti più “ambiziosi” (rinnovamento della barca, dei locali, ecc.).
In conclusione, direi che questi due mesi in Val Piora mi hanno permesso di vivere un’esperienza senza precedenti. Prendersi il tempo per fare una pausa dal proprio vivere  quotidiano ed essere immersi in un nuovo mondo: questi sono i frutti che mi ha portato questa avventura civilista.
(Traduzione: Katia Senjic Rovelli)

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